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Le 5 cose da fare al bar a favore dell'ambiente

24 settembre 2019

Un bravo gestore si differenzia anche per le sue scelte ambientalmente corrette. Da dove partire? Ecco cinque obiettivi alla portata di tutti.

Sostenibilità è un termine spesso utilizzato oggi e racchiude in sé molteplici cose. Per prima cosa rispetto dell’ambiente, ma anche gestione economica oculata, rispetto per gli ospiti, ricorso a una “filiera corta”, vale a dire utilizzo di prodotti reperiti nel territorio. Il trend che spinge i nuovi gestori all'apertura di locali “green” è in forte crescita e non è soltanto un fenomeno riguardante l’Italia, ma tutto il mondo. Si può quindi prendere spunto o reperire informazioni, idee intelligenti in tutto il mondo e cogliere quelli che più si adattano alla propria realtà. Ecco cinque direzioni da cui partire per iniziare a lavorarci sopra se si vuole dare un’impronta ecologica al proprio bar e comunicarla ai propri ospiti.

1. Ricicla e riusa

Partiamo dalle confezioni di acqua e bibite. Il Pet (polietilene tereftalato) di cui sono composte le bottiglie in plastica di acqua e bibite è un polimero interamente riciclabile, da cui si può ricavare un granulato riutilizzabile in una certa percentuale nella produzione di altro Pet o fibre impiegate per esempio nell’industria tessile. Inoltre, in Italia, siamo altamente esperti nella raccolta di questo materiale. Delle circa 320mila tonnellate di bottiglie in Pet avviate al consumo nel 2018, secondo dati Corepla, il consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, soltanto 30 mila tonnellate non sono state recuperate. Il 55% del Pet recuperato viene poi avviato al riciclo. Cifre di gran lunga superiore alla media europea. Ciò non toglie che sia possibile ridurre l’impiego di acqua venduta in Pet ricorrendo a valide alternative, come i prodotti in bottiglia di vetro o l’acqua del rubinetto trattata e microfiltrata. Alcuni produttori utilizzano bottiglie realizzate in una plastica, l’acido polilattico (Pla) biodegradabile al 100%. Il costo maggiore della bottiglia (9 centesimi di media contro i 3-6 centesimi del Pet) ne ha frenato al momento la diffusione.

Per quanto riguarda le bibite una soluzione “green” è la vendita di quelle alla spina. Non solo eliminano gli imballaggi ma, secondo alcune statistiche raccolte sui bar britannici, riducono a un sesto gli sprechi di prodotto.

2. Non sprecare l'acqua

L’acqua, secondo obiettivo a cui puntare, è ampiamente utilizzata nei bar anche per il lavaggio. Bisognerà cercare di non sprecarne troppa perché è un bene prezioso, la cui disponibilità non è infinita, per cui ridurne il più possibile i consumi è estremamente importante. Per quanto riguarda questo aspetto, possono venire in aiuto dei gestori modelli di ultima generazione di lavastoviglie e lavabicchieri, con programmi in grado di ridurre i consumi d’acqua anche del 50% rispetto ai modelli tradizionali. Costano un po’ di più ma rispondono a una buona causa, anche perché un minor uso d’acqua e una maggior efficienza di lavaggio portano con sé anche un minor impiego di detergenti. Per questi ultimi è meglio scegliere prodotti privi di additivi come fosfati, enzimi, conservanti e profumi chimici.

3. Servizio responsabile

Terzo obiettivo: i materiali. Molti locali “ecologici” pongono particolare attenzione a tutto il materiale di consumo, a partire dalle tovagliette e dai tovaglioli in carta riciclata fino all'eliminazione di tutti gli oggetti in plastica monouso, anticipando la norma europea che li bandirà completamente a partire dal 2021. Le cannucce in plastica sono già oggetto di campagne per ridurne l’utilizzo. Il pastificio Divella, invece, ha escogitato una cannuccia di pasta, simile agli ziti, formato tradizionale di Napoli e della Campania. Anche per le cannucce, esistono e sono disponibili sul mercato modelli in plastica Pla, totalmente biodegradabile, in carta o in paglia.

4. Sì alle energie pulite

Il quarto tema bollente è l’energia. L’energia elettrica in Italia è prodotta ancora per la maggior parte a partire da combustibili fossili. Diminuirne l’utilizzo è quindi fondamentale per ridurre le emissioni inquinanti di anidride carbonica e di altri gas serra. Esistono molte norme per farlo. Scegliere, per esempio, un fornitore che certifichi la produzione da fonti rinnovabili dell’elettricità. Tutti i distributori di energia elettrica, nazionali e locali, offrono nel loro carnet formule di fornitura 100% green, che generalmente comportano un costo più elevato, tra il 5% e il 10%, rispetto a quelle tradizionali, ma che in alcuni casi possono arrivare a valori equivalenti rispetto a quelli del mercato di maggior tutela, il sistema ancora attivo, almeno fino a luglio 2020, che garantisce ai consumatori, anche business, un prezzo al sicuro da eventuali oscillazioni o rincari. Un audit energetico può essere un passo importante nella direzione di una gestione sostenibile. Tra le soluzioni che si possono comunque applicare, senza ricorrere ad esperti, troviamo la scelta di apparecchiature a basso consumo energetico e lampade led, in sostituzione di quelle che si usano comunemente e che garantiscono una vita media anche 10 volte più lunga.

5. Locali sostenibili

Per concludere, anche l’arredo può rientrare nelle scelte decisionali per un locale “green”, un arredo in grado di puntare all'impiego di sedie e tavoli di recupero oppure di materiali riciclati o riciclabili. Una coibentazione efficiente e l’adozione di vetrine bassoemissive consentono di realizzare un ambiente confortevole grazie ad un migliore equilibrio termico, che si traduce in minori consumi per il riscaldamento o per il raffrescamento estivo. Soluzioni intelligenti in questa direzione possono portare ad una riduzione dei costi e delle emissioni fino al 30% e oltre.

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