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La ristorazione collettiva aziendale vanta un giro d’affari non indifferente, un segmento che sta sopravvivendo ma che ha anche saputo reagire con dinamismo alle politiche di prezzo, mantenendo stabile il suo tornaconto. Un exploit frutto della nascita di nuovi format vicini alla ristorazione commerciale, uno smart working che volontariamente spezza gli schemi col passato, che fanno di flessibilità e qualità i punti saldi. In questa tendenza, la mensa aziendale diventa sempre più spesso un luogo fondamentale in cui si possa offrire ai propri dipendenti un ambiente gradevole dove staccare dalle attività lavorative e gustare un buon pasto in compagnia dei colleghi. La stessa qualità delle pietanze offerte diventa fondamentale, infatti offrire pasti sani con ingredienti di prima scelta permette ai dipendenti di vivere un’esperienza positiva durante la loro pausa pranzo. Il passo più importante è avvenuto grazie alla maggiore attenzione che viene posta verso un design degli ambienti di lavoro che mettesse al centro la bellezza e la funzionalità degli spazi.

Questo trend ha coinvolto inevitabilmente anche le vecchie mense trasformandole in ristoranti e caffetterie aziendali, luoghi belli e accoglienti in cui le persone erano spinte ad intrattenersi ben oltre il rituale “stop and go” del primo pomeriggio, ma anche in altri momenti della giornata. Conseguentemente l’idea che la produttività non derivasse da una organizzazione rigida del lavoro, ma piuttosto dal suo contrario: dalla flessibilità, dal benessere, dalla possibilità di ogni dipendente di plasmare l’ambiente di lavoro secondo le sue necessità.

Da momento di necessaria interruzione, la pausa pranzo ha perso, così, la sua unicità, frammentandosi in diversi momenti fecondi di incontro e scambio di idee, così come lo spazio del ristorante aziendale è diventato luogo di accoglienza, meeting informali, conference call, spazio di formazione e location di eventi.