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Rumore: un aspetto spesso trascurato nei locali pubblici

27 febbraio 2019

Gli Italiani trascorrono in bar e pub un tempo sempre più lungo: che sia per un panino, un pasto veloce o per qualche ora passata con gli amici, le abitudini e i nuovi riti dei consumatori sono in continua evoluzione.

Per rispondere alle attese del pubblico non basta più soltanto la qualità di cibo e bevande: chi frequenta un locale oggi cerca sempre di più il benessere di un’esperienza globale: “multisensoriale”. Ben consapevoli di questa esigenza, da tempo i gestori attenti non trascurano più gli aspetti del comfort: curano l’arredamento del locale, i colori, gli spazi a disposizione dei clienti. Spesso però sottovalutano ancora, invece, un aspetto fondamentale: l’impatto del rumore.

Un’indagine Doxa commissionata da Groupon ha reso evidente, ad esempio, che uno dei motivi che portano molte persone a non tornare più in un locale (ben il 58 per cento) sia una rumorosità eccessiva. Dover alzare la voce per farsi sentire quando il rumore di fondo è troppo alto, sforzarsi per capire quello che viene detto ed esporsi a livelli acustici troppo elevati rischiano, infatti, di trasformare un’esperienza piacevole in malessere e fastidio, anche con conseguenze fisiche, come il mal di testa o l’aumento della pressione sanguigna.

Suono e riverbero

La soglia di rumore considerata critica per evitare danni all’udito è indicata in 90 decibel, grosso modo quelli emessi da un fischietto o dal passaggio di una  moto rumorosa. Un livello facilmente superabile in un locale dove si ascolta musica live, in cui si possono anche oltrepassare i 100 decibel, ma che può essere raggiunto in ambienti affollati per il solo effetto del contemporaneo chiacchiericcio. Una delle principali cause del disturbo, e del malessere che ne deriva, non è tanto l’intensità della fonte sonora, quanto il riverbero, cioè la riflessione delle onde sonore su pareti, soffitto e vetrina del locale. Meno queste superfici sono in grado di assorbire e neutralizzare le onde sonore, più il tempo di riverbero si allunga, facendo sì che il suono continui ad essere percepito nel locale anche quando la fonte da cui proviene ha smesso di emetterlo.

In questo modo il suono continua a propagarsi e a sommarsi a quello emesso in tempi successivi, producendo un effetto moltiplicatore del rumore che, a sua volta costringe le persone ad alzare sempre di più il volume della voce per coprire il disturbo di fondo.

Trattamento acustico

Il controllo del tempo di riverbero è quindi l’aspetto fondamentale da considerare per rendere confortevole un locale. Si può farlo in fase di progetto e allestimento, scegliendo materiali di rivestimento adatti, come intonaci, cartongesso o anche pitture fonoassorbenti. In questo caso tutto dipende dalla perizia degli architetti interpellati.

Quasi sempre il gestore di un bar si trova ad allestire il suo locale in un ambiente progettato male in origine, per esempio con grandi superfici vetrate che sono molto riflettenti. Quindi è molto più frequente il caso in cui si debba agire in un secondo tempo per eliminare i difetti acustici di un locale. Questo viene normalmente definito “trattamento acustico” per distinguerlo dalla progettazione acustica. Il trattamento è un intervento correttivo ed è molto più semplice da realizzare rispetto al passato. Oggi sono disponibili nuovi materiali e prodotti che possono essere inseriti in un arredo preesistente in modo coordinato ed esteticamente “indolore”.

Soluzioni

La gamma di soluzioni è molto ampia: si va dai tendaggi fonoassorbenti ai pannelli da soffitto o da parete, realizzati in materiali che possono essere stampati e armonizzati ai colori e alle decorazioni dei locali, diventando anche motivi decorativi. Migliorano decisamente l’effetto complessivo tutti gli oggetti imbottiti o rivestiti con tessuti che si decide di collocare nel locale, che hanno un effetto fonoassorbente.

La scelta e la collocazione dei pannelli così come quella di altri arredi con effetto positivo sulla qualità acustica del locale, vanno sempre studiate. Per ottenere risultati ottimali conviene sempre rivolgersi a professionisti con competenze in progettazione sonora, un aspetto sempre più importante dell’architettura sostenibile, e molte aziende che rivendono soluzioni per il trattamento acustico “fai da te” sono anche in grado di fornire un supporto per il loro utilizzo.

In un ambiente raramente regolare come quello di un bar, sono spesso presenti nicchie, superfici vetrate, pilastri, specchi e la propagazione del suono va sempre progettata con cognizione di causa per capire dove sia meglio disporre gli elementi destinati a neutralizzare il disturbo acustico. Le misurazioni vanno fatte con dispositivi certificati, secondo precise procedure. Per un locale, soprattutto se aperto in orario serale, è sempre utile disporre di una perizia acustica per verificare il rispetto delle norme che impongono di non disturbare il vicinato.

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